Quelle in cielo non erano stelle

E’ appena uscito il nuovo romanzo di Nicoletta Bortolotti e qui ce ne parla…

 

“Proprio in questo periodo triste di pandemia, in cui il tema dell’AMBIENTE è emerso con prepotenza alla nostra attenzione, questo 26 APRILE 2021 ricorre il 35° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO NUCLEARE DI CHERNOBYL.

Su Chernobyl, nonostante l’incidente abbia modificato il modo stesso di “pensarsi” della società occidentale contemporanea, non è stato scritto quasi nulla per i ragazzi e forse a scuola non se n’è ancora parlato molto, se non per la serie tv trasmessa l’anno scorso.

La lettura che propongo per riflettere a scuola nell’ambito dell’EDUCAZIONE CIVICA sul TEMA DELLA RESPONSABILITA’ UMANA NELLA GESTIONE DELL’ECOSISTEMA E DEL PIANETA TERRA, coinvolge anche L’ITALIA.

Tema purtroppo quanto mai attuale anche oggi, assediati da un virus tanto difficile da sconfiggere.

“Quelle in cielo non erano stelle” (Mondadori Contemporanea), narra la VICENDA DI UNA BAMBINA UCRAINA ACCOLTA DA UNA FAMIGLIA ITALIANA nell’ambito dei soggiorni benessere per i bambini di Chernobyl.

L’Italia è stata fra i primi Paesi al mondo per numero di bambini accolti, purtroppo il tutto bloccato dal Covid.

Si svolge nel nostro territorio: tra la FORESTA lombarda del Parco delle Groane che risale al 1700 e la FORESTA rossa di Chernobyl che, paradossalmente, dopo l’alienazione a causa della radioattività, è diventata un’area di BIODIVERSITA’ dove la natura è potuta rifiorire.

Il romanzo ha tre voci narranti: di una volpe, della nube radioattiva che vede e commenta dall’alto, e di Omar, il ragazzino figlio della famiglia italiana che accoglie la protagonista Vassilissa.

I temi di questo libro sono l’AMBIENTE, ma anche l’INCLUSIONE, l’ACCOGLIENZA, l’INTERCULTURA, cioè lo scambio a livello delle famiglie e la convivenza stretta con bambini e famiglie di una cultura diversa.

Per scriverlo ho scoperto il mondo stupendo delle associazioni e delle famiglie italiane che hanno accolto migliaia di bambini ucraini e bioelorussi.

Un caro saluto e spero a presto!”
Nicoletta

 



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